Il riciclaggio della plastica è la soluzione al problema dell’inquinamento da materiale plastico. Sembra banale, ma non è così. In tutto il mondo i rifiuti in plastica sono diventati un problema serio e difficile da risolvere: numerosi paesi non riescono a gestire in modo efficiente la plastica diventata rifiuto, che di conseguenza si accumula in natura e causa danni irreparabili all’ecosistema. L’esempio più immediato viene dal mare. Citiamo un numero: 8 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica si riversano negli oceani, l’equivalente di 5 buste d’immondizia gettate in mare ogni 30 cm di costa in ogni parte del mondo.

Dopo essere finita in mare, la plastica può rimanere nelle acque costiere oppure può essere trasportata dalle correnti oceaniche per tutto il globo. E una volta in mare, la plastica subisce l’effetto degli agenti atmosferici e si degrada in piccole particelle, le cosiddette microplastiche. Pensiamo che il Mar Mediterraneo è caratterizzato da una delle più elevate concentrazioni al mondo di microplastiche: 1,2 milioni ogni chilometro quadrato. Ovviamente, plastica e microplastiche diventano il cibo di oltre 700 specie animali, le quali possono morire o finire sui nostri piatti.

I rifiuti in plastica in Italia

I rifiuti in plastica hanno un forte impatto sull’ecosistema marino e costiero anche in Italia. Secondo un rapporto del 2019 di Legambiente – che ha analizzato 93 spiagge sparse per i circa 7.600 chilometri di costa del nostro paese – si trovano mediamente dieci rifiuti ogni metro quadrato. Di questi rifiuti, l’81% è costituito da plastica.

Alcune regioni e località turistiche hanno intrapreso interessanti misure per arginare le concentrazioni di rifiuti in plastica. Per fare un esempio, la scorsa estate Capri aveva messo al bando la plastica non riciclabile e non biodegradabile dalle spiagge dell’isola, pena il pagamento di ingenti multe. Tuttavia – per rimanere in tema – si tratta di una goccia nel mare. L’Italia, così come tanti altri paesi, non ha mai dimostrato un concreto e reale interesse per le politiche ambientali. Basti pensare che, secondo un rapporto del WWF, le risorse per il ministero dell’Ambiente, in Italia, sono passate da 1,65 miliardi di euro (nel 2008) a 880 milioni di euro (nel 2018).

Ecco perché riciclare e rigenerare sono le due parole d’ordine, per permettere ai rifiuti in plastica di non finire in mare ma di acquistare una seconda vita.

Plastica riciclata e rigenerata: il metodo Genova Maceri

L’attività dei centri di riciclaggio e di tutte quelle aziende che gravitano intorno alla plastica riciclata è di fondamentale importanza. In Genova Maceri – azienda ligure da oltre cinquant’anni al servizio dell’ecologia – il processo prevede, oltre a strutture innovative e macchinari specifici, grande competenza ed esperienza delle persone che vi operano, in grado di recuperare scarti di materie plastiche del settore industriale, selezionarle per polimero e procedere alla loro riduzione volumetrica. Grazie a processi di lavaggio ed essicazione, il materiale viene reso disponibile per operazioni successive come la rigranulazione e lo stampaggio.

Un esempio di procedura standard per la produzione di plastica rigenerata:

  • Arrivo merce
  • Selezione polimero
  • Triturazione
  • Lavaggio
  • Macinazione
  • Confezionamento
  • Eventuale granulazione

Offriamo sopralluoghi gratuiti

contatta un nostro esperto per richiedere tutte le informazioni di cui hai bisogno

Chiama Ora