Prova a immaginare un oggetto di uso quotidiano, un prodotto, un imballaggio che non contenga plastica. Difficile, eh?

Ormai la plastica fa parte della nostra vita: la produzione mondiale di plastica negli ultimi 65 anni è passata da 15 milioni a 310 milioni di tonnellate. Di queste, ogni anno almeno 8 milioni finiscono negli oceani di tutto il mondo con conseguenze sempre più devastanti: l’inquinamento marino non conosce confini e interessa ormai tutte le superfici marine del globo. Se non si invertirà la tendenza e si metteranno in atto soluzioni concrete, si calcola che nel 2025 negli oceani potremmo avere 1 tonnellata di plastica ogni 3 di pesce, per arrivare nel 2050 con addirittura più plastica che pesci*.

* World Economic Forum, Ellen Mac Arthur Foundation e Mc Kinsey Company, 2016, The New Plastic Economy: Rethinking the future of plastic, www.ellenmacarthurfoundation.org  

LE CAUSE DELL’INQUINAMENTO MARINO

La stragrande maggioranza dei rifiuti di plastica che finisce in mare proviene dagli scarichi industriali e urbani. La plastica ha tempi di degradazione lunghissimi: un semplice sacchetto impiega 500 anni per disintegrarsi completamente. Quindi, nonostante l’acqua marina abbia un grande potere autodepurante che consente spesso un’efficace diluizione e ossigenazione rendendo quindi l’inquinamento magari meno visibile a occhio nudo, siamo di fronte a un disastro ambientale di dimensioni sempre più vaste, soprattutto nei mari chiusi e lungo le coste dove la diffusione di sostanze inquinanti può provocare danni sia all’ecosistema marino sia alla salute dell’uomo.

    PERCHÉ È IMPORTANTE RIDURRE L’INQUINAMENTO DA PLASTICA

    Se vogliamo preservare la vita degli ecosistemi, ridurre la plastica nei mari fondamentale. Bottiglie, sacchetti, imballaggi e ogni tipo di oggetto in plastica una volta finito in mare inizia a deteriorarsi a causa dell’erosione dell’acqua e delle correnti marine, e viene frantumato in frammenti più piccoli, che sono spesso sono causa di soffocamento di tartarughe marine, uccelli e pesci, oltre che di intrappolamento e ferite. Inoltre, nella fase di deterioramento vengono prodotte  microplastiche che entrano nella catena alimentare dei pesci e di tutti gli organismi marini, e quindi anche nel cibo di cui ci nutriamo noi. Un recente studio scientifico dell’Università di Newcastle, in Australia, ha confermato che il nostro corpo è pieno di microplastiche (soprattutto bisfenolo A, polietilene e policarbonato) i cui effetti sulla salute sono ancora sconosciuti, ma che sicuramente rappresentano un potenziale pericolo da non sottovalutare.

    SOLUZIONI PER LIMITARE L’INQUINAMENTO DA PLASTICA

    Le soluzioni e i rimedi per ridurre il problema dell’inquinamento marino passano prima di tutto, ovviamente, dalla limitazione di produzione e consumo di plastica: la cultura basata sull’uso e sullo spreco degli oggetti di plastica monouso sono ben visibili ovunque.

    Ultimamente si è fatta strada una tendenza, che è bene seguire, la cosiddetta “regola delle 4 R”: Ridurre, Riusare, Riciclare, Recuperare

    5 MODI PER RIDURRE L’USO DELLA PLASTICA

    Quindi, ricapitolando, ecco alcuni semplici comportamenti da trasformare in sane abitudini:

    1. Per fare la spesa usa borse di stoffa o di tela riutilizzabili, oppure anche buste di plastica biodegradabili
    2. Quando acquisti un prodotto, cerca di scegliere quelli con meno imballaggi
    3. Non acquistare bibite in bottiglia, ma opta per il vuoto a rendere, con le bottiglie il vetro al posto della plastica, o anche utilizza i detersivi sfusi eco-sostenibili 
    4. Cerca di riciclare il più possibile, selezionando i rifiuti attraverso la raccolta differenziata
    5. Quando non usi più un oggetto in plastica, prova a utilizzarlo in maniera creativa, magari lontano dalla loro funzione originale e inventandone nuovi utilizzi: per esempio la base di una bottiglia può diventare un portapenne o magari un vaso per una piantina… e mille altre cose. Non aver paura di liberare fantasia e creatività!

    L’importante è che ognuno di noi cerchi, ogni giorno, con un piccolissimo sforo, di rendere il mondo un posto migliore.

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